Film porno in pausa pranzo? Per la Cassazione si può

Cosa c’è di meglio di un porno in pausa pranzo? Nulla! Almeno in Italia e anche se si lavora in una delle aziende più grandi del paese: la Fiat! E a dirlo è la Cassazione.

Il caso è quello di un dipendente della fabbrica di Termini Imerese che l’azienda avrebbe voluto licenziare in quanto sorpreso in pausa pranzo a godersi un bel filmato porno ma invece sarà reintegrato al suo posto grazie alla sentenza del tribunale.

La sentenza parla chiara: il lavoratore che durante la pausa pranza guarda filmati pornografici non merita il licenziamento in tronco. A dispetto di quanto chiesto dalla Fiat ovvero il massimo della pena espulsiva per il lavoratore che aveva ammesso di guardare video amatoriali durante la pausa del suo turno di lavoro.

La sentenza 20729 della Corte di Cassazione ha confermato la decisione presa in Corte di Appello. Questo perchè, secondo i guidici, “le asserite ammissioni del dipendente” della visione dei filmini porno in pausa pranzo erano limitati ad “avere visto lo scorcio di un filmato durante la pausa mensa” quando invece non c’erano prove di “valore univoco” per avere la prova che il dipendente avesse visto i dvd “durante l’orario di lavoro”.

Ci può essere  il “sospetto” che lo abbia fatto ma il solo sospetto “è inidoneo a ritenere provato l’addebito” conclude la Cassazione.

 

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